REGOLA & ARTE

Rinforzo strutturale di edifici storici in muratura. Applicazioni BIM e confronto fra software

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Il presente lavoro si pone come proposta di manuale tecnico interattivo per il recupero edilizio. Sono analizzate alcune tecniche di intervento per il rinforzo ed il consolidamento delle seguenti unità tecnologiche ricorrenti negli edifici storici in muratura: 

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RINFORZO DI MURATURA PORTANTE PER AZIONI FUORI E NEL PIANO IN F.R.P.

 

La procedura d'intervento prevede i seguenti passaggi:

 

a. eventuale rasatura di regolarizzazione lungo le direttrici

principali di trazione, mediante uno strato adeguatamente planare, di malte bicomponenti fibrorinforzate ad elevata duttilità per uno spessore 5 - 6 mm

 

b. applicazione sulle superfici da rinforzare di un primer epossidico bicomponente;

 

c. applicazione a spatola, sul primer fresco, di uno strato uniforme di 1,0 - 1,5 mm di stucco epossidico bicomponente;

 

d. applicazione sullo stucco epossidico fresco, di uno strato

di resina epossidica fluida per l’impregnazione dei tessuti;

 

e. taglio del tessuto fibrorinforzato nella lunghezza desiderata;

 

f. applicazione del primo strato di tessuto;

 

g. passaggio con rullo al fine di eliminare eventuali bolle d’aria;

 

h. applicazione del secondo strato di tessuto;

i. spaglio con sabbia di quarzo asciutta a rifiuto sulla

resina fresca.

Approfondimento

STRATIGRAFIA 

  1. Strato di allettamento in malta bicomponente fibrorinforzata ad elevata duttilità (5 - 6mm);

  2. Strato di imprimitura realizzato con primer epossidico bicomponente;

  3. Strato di collegamento in stucco epossidico bicomponente (1 - 1,5 mm);

  4. Strato di collegamento in resina epossidica fluida;

  5. Strato di rinforzo in tessuto fibrorinforzato F.R.P.;

  6. Strato di collegamento in resina epossidica fluida;

  7. Strato di inerte in sabbia di quarzo;

  8. Strato di finitura.

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RINFORZO DI VOLTA A BOTTE IN MURATURA MEDIANTE F.R.P.

La procedura d'intervento prevede i seguenti passaggi:


a. rasatura di regolarizzazione con malte bicomponenti
fibrorinforzate ad elevata duttilità per uno spessore di 5-6
mm;


b. applicazione sulle superfici da rinforzare di un primer
epossidico bicomponente;


c. applicazione a spatola, sul primer fresco, di uno strato
uniforme di 1,0 - 1,5 mm di stucco epossidico bicomponente;


d. applicazione sullo stucco epossidico fresco, di uno strato
di resina epossidica fluida per l’impregnazione dei tessuti;


e. taglio con forbici del tessuto fibrorinforzato nella
lunghezza desiderata;


f. applicazione del primo strato di tessuto e passaggio
con rullo al fine di eliminare eventuali bolle d’aria;


g. applicazione del secondo strato di tessuto;


h. spaglio con sabbia di quarzo asciutta a rifiuto la resina
fresca;


i. realizzazione di connessioni puntuali mediante fiocchi in prossimità delle imposte, in modo da intercettare il rinforzo applicato.
Tale sistema garantisce l’annullamento di eventuali
fenomeni di “debonding” andando inoltre ad incrementare
l’efficienza statica del rinforzo applicato.

Approfondimento

STRATIGRAFIA 

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1. Strato di allettamento in malta bicomponente fibrorinforzata ad elevata duttilità (spessore 5-6 mm);


2. Strato di imprimitura in primer epossidico bicomponente;


3. Strato di collegamento in stucco epossidico bicomponente (spessore 1,0 - 1,5 mm);


4. Strato di collegamento in resina epossidica fluida;


5. Strato di rinforzo in tessuto F.R.P. in fibra di carbonio;


6. Elemento di connessione puntuale (fiocco) in fibra di carbonio;


7. Strato di riempimento di macerie, sabbia e ghiaia ben
costipato e livellato in superficie;


8. Strato di pavimentazione costituito da granulato minerale fonoisolante, massetto porta impianti e materile di pavimentazione finale.

RINFORZO A FLESSIONE MEDIANTE PLACCAGGIO CON LAMINE IN CARBONIO

STRATIGRAFIA 

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1. Strato di imprimitura in primer epossidico
bicomponente;

 
2. Strato di collegamento in adesivo epossidico
a consistenza tissotropica (1 - 1,5 mm);

 
3. Elemento di rinforzo costituito da lamina
pultrusa in fibra di carbonio.

La procedura tecnica d'intervento prevede i seguenti passaggi:


a. applicazione sulla superficie da rinforzare, intradosso o
superficie interna della tasca, uno strato di primer epossidico bicomponente;


b. applicazione a spatola, sul primer fresco, di uno strato uniforme di 1,0 - 1,5 mm di adesivo epossidico a
consistenza tissotropica;


c. taglio con flessibile della lamina nella lunghezza desiderata;


d. rimozione della pellicola protettiva dalla stessa e stesura a spatola dell'adesivo epossidico a consistenza tissotropica su un lato della stessa o su entrambi nel caso di inserimento in apposite tasche;


e. applicazione delle lamine in carbonio all'interno delle tasche o all'intradosso dell'elemento in legno;


f. pressione con rullino apposito al fine di eliminare eventuali bolle;


g. possibile completamento dell'intervento, mediante
l'applicazione di un ulteriore strato di adesivo epossidico a consistenza tissotropica all'intradosso della lamina in carbonio e spaglio con sabbia di quarzo asciutta per poi
coprire con opportuna finitura o protesi lignea.

Approfondimento

RINFORZO DI SOLAIO LIGNEO CON CAPPA COLLABORANTE A BASSO SPESSORE

Le superfici interessate dall'intervento di rinforzo dovranno essere preparate come di seguito descritto:


a. rimozione dei pavimenti e di tutti i materiali incoerenti;

b. posizionamento sulla superficie esistente di un foglio di polietilene o di un telo microporoso di adeguato spessore, i cui rotoli dovranno essere applicati in modo da realizzare un
sormonto di 10 cm da sigillare mediante l'impiego di un nastro adesivo. Se necessario, si precederà ad assicurare i teli mediante chiodi o graffette, al fine di scongiurare il
percolamento della malta al piano sottostante;


c. innesto di monconi di collegamento alla muratura perimetrale, orditi parallelamente ai travetti in legno e
ancorati all'interno di fori realizzati in precedenza.


Dopodiché, si può procedere con il rinforzo statico del solaio secondo i seguenti passaggi:

d. innesto a secco lungo le travi in legno di connettori metallici, di diametro 10 mm. Tale operazione è
necessaria al fine di consentire il collegamento fra le travi esistenti in legno e il successivo getto integrativo di malta fibrorinforzata. Il passo e la profondità di infissione delle
barre lungo i travetti dovrà opportunamente essere definito a
seguito di un opportuno dimensionamento;


e. piegatura a 90° delle barre nella loro parte emergente in
modo da essere inglobate nel getto della malta fibrorinforzata;


f. getto integrativo estradossale con almeno 25 mm di malta fibrorinforzata.

Approfondimento

STRATIGRAFIA 

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1. Strato di contenimento realizzato tramite foglio di polietilene;


2. Elementi di collegamento in acciaio;


3. Elementi di collegamenti metallici (diametro
10 mm);


4. Strato di allettamento in malta
fibrorinforzata.

 
 
 
 

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